Quanto ci si arrende
e’ la vigliaccheria seguita
pur di sintonizzarsi al meno
meno…d’amore da sentire
meno…di musica calmierante
meno…di speranza futura
meno…di credenze nuove
meno…di volarita’ nella liberta’
meno…di limiti fuorvianti.
Quanto ci si arrende
e’ la condivisione unente
che quel meno puo’ trasformarsi
che quel meno puo’ raggiungerti
che quel meno puo’ liberarti
in quel potere uniformato d’essenza
cosi’ che il piu’ possa premiare
piu’…di ricchezza d’animo
piu’… di pieta’ da condividere
piu’…di perdoni da bonta’ urlosa
piu’…di parole da creazione globale
piu’…di abbracci di condivisione
piu’…d’amore d’altro luogo.
Quanto ci si arrende
nel disequilibrio di misure usate
per negare il piu’ dando spazio al meno
per vivere il meno scappando dal piu’
ed il dispiacere mi avvolge
anche se e’ speciale tenerezza piangente
che diventa un amore ingrandito
verso chi ha cosi’ paura del dolore
quello inflitto e quello da infliggere…