Giostranti nel mondo
nell’assenza totale d’amore
fanno nell’insieme sorridere
per non piangere di tanto poco.
E’ un poco che…unisce
i recitanti e gli spettatori
in un gioco che massacra
la vera destinazione dell’uomo
cosi’ poco attento…nel poco sottolineato
cosi’ poco partecipativo…nel poco evidenziato
cosi’ poco protagonista…nel poco sgominante
in un principio di misura universale
che unisce nell’apparente mai nel reale
…di quel lassismo imperante
che e’ solo…inghiottimento d’ideali
che e’ solo…indrottinamento ben imparato
che e’ solo…sbigottimento assente all’appello.
E’ un appello a ritrovare
quella speciale individualita’
che porterebbe solo miglioramento.
E’ come correre…in tondo
senza una meta d’arrivo
perche’ non c’e’ un’altra alternativa
dove potresti…a volerlo…essere solo umano
quello del sogno d’una nuova civilta’
appoggiata su valori e non sulla copia
verificata su idee di proseguo diverso
dove i giostranti facessero solo ridere
invece di tirar fili di vite
come burattinai accettati…