Urli e pochezza
rimangono impressi dentro
a chi…solo guardando
sembra sbigottito e stranito
da tanto disamore seminato.
Urli e selvaggita’
in un essere soli
tra una folla coprente
il disagio della gioventu’
in un’ubriachezza evidente
nello sconcio di perdita
d’una totale ragionevolezza
infreddoliti e cercatori
d’un calore altro…assente.
Ridono sguaiatamente
in abbracci tra di loro
con la notte per amica
di un lassismo ben mirato
ad esser violenza gratuita
che…tra di loro e’…crudelta’.
Ridono di poca ritenzione
d’una dose di piacere
evinto dal devastare intorno
come fosse cio’ una conquista
di nuove dimenticate dimensioni
d’una fanciullezza ancora li’
…nel gioco e…nel litigio
d’un tuffo con le vesti addosso
nell’acqua limpida del mare
d’un mattino d’inizio estate…
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