Deprivati…

Violenta musica

affianca corpi sudati

da tanto muoversi

in un ritmo assordante

dove perdere identita’

resta l’arrivo d’una notte.

E’ uno spasmo interiore

frutto d’un disagio

dove l’esistere deficita

nella perdita di facolta’

prodotta per annullarsi

nel totale abbandono

d’ogni facolta’ intellettiva

nell’abulia di pensieri

degni d’un eta’ arrabbiata

verso tutto cio’ che erige

quei muri di prigionia

in un eterno dissolvimento

d’un estasi passeggera

che lascia solo amaro dentro

e..non felicita’ di vita.

Eppure apparenza indica

che niente manca a loro

giovani deprivati di futuro

con un presente cosi’ vuoto

da rasentare la follia.

Eppure son li’ ad agitarsi

in balli quasi propiziatori

d’un epoca che segna vuotezza

ereditata da simboli fallati…

 

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